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Tribunale Padova 21.01.2009

Svolgimento del processo
Con atto di citazione 10.10.2003 An.La.Ve., premesso che il 26.10.1998 era stata ricoverata presso
l'O.C. di Padova per essere sottoposta ad intervento chirurgico di overlapping sfinterico per
incontinenza anale, che l'intervento era stato correttamente eseguito, che il 29.10.1998 era stato
collocato in sito un catetere per l'alimentazione oltre quello vescicale già presente, che nel giro di
pochi giorni i cateteri erano stati tolti causa l'aumento della temperatura corporea e l'insorgere di
disturbi vari anche agli occhi, che, fatto l'esame microbiologico, il 6.11.1998 era stata diagnosticata
infezione da candida Albicans, che il 9.11.1998 era stata diagnosticata retinite da candida, che il
12.11.1998 il prof. Do., che era intervenuto chirurgicamente su di lei, aveva sollecitato il personale
del reparto ad una migliore pulizia e cura della ferita, che tale precauzione non era stata seguita, che
il deficit visivo ed i residui danni dovuti alla infezione ospedaliera giustificavano la richiesta di
risarcimento avanzata, citata l'Azienda Ospedaliera di Padova, chiedeva venissero accolte le
precisate conclusioni.
Ritualmente citata si costituiva l'Azienda Ospedaliera di Padova contestando la domanda attorea e,
in particolare, rilevando che non vi era prova della propria responsabilità, chiedeva che la domanda
venisse respinta.
La causa veniva trattenuta in decisione alla udienza 29.5.2008.
Motivi della decisione
La domanda non è fondata e va respinta.
Alla luce della giurisprudenza del Supremo Collegio, cui il Tribunale ritiene di aderire (sezioni
unite, sentenza 11.1.2008 n. 576), occorre che sul piano causale venga rispettato il criterio "della
preponderanza causale o del più probabile che non". In altri termini occorre, anche nell'ambito della
responsabilità contrattuale, che parte attrice provi la quasi certezza della riportabilità causale
dell'evento al (nel caso) debitore della prestazione.
Nell'ipotesi in discussione la Consulenza Tecnica d'Officio, depositata il 7.12.2007 e che il
Tribunale giudica particolarmente approfondita e completa, conclude col dire che l'infezione
nosocomiale ha avuto natura di evento prevedibile, ma non prevenibile, così com'è caratteristica
delle infezioni da candida note in ambiente ospedaliero, ma difficilmente evitabili.
Il punto residuo, ovvero la riportabilità causale dell'evento alla condotta dei sanitari per negligenza
nelle operazioni di disinfezione e pulizia della ferita chirurgica, non è valorizzabile per due
sostanziali ragioni. Intanto perché in atti non v'è prova certa di tale negligenza in quanto la
testimonianza della nuora dell'attrice, resa al G.I. il 10.6.2005, appare equivoca rammentando
l'intervento del prof. Do., il quale aveva dato disposizioni perché si provvedesse con maggiore
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accortezza alla detersione della ferita, in contrasto con quanto dichiarato, alla stessa udienza da
questi che precisava di non ricordare nulla, anche se l'annotazione riportata il 12.11.1998 nella
cartella clinica (pag. 6 della relazione) descrive una ferita sporca con fibrina e pus. E se anche se si
volesse superare la deposizione di Do. facendo leva sulla cartella clinica, resta sempre il fatto che le
annotazioni successive sono radicalmente diverse, tanto che il 24.11.1998 (pag. 7 della relazione) la
ferita risulta pulita così come il successivo 25.11.1998.
Non solo, ma anche se fosse stato dimostrato con certezza che vi era stata negligenza nella
detersione della ferita, non per ciò si. potrebbe dedurre che questa sia la causa unica e definitiva
della candida, la quale può dipendere anche, ma non si sa in che misura né se nel caso possa essere
così, da inadeguata disinfezione dei cateteri. Manca, infatti, la possibilità di accertare sia il fatto che
la ferita fosse, oltre che sporca anche infetta per un tempo apprezzabile, sia il fatto che in reparto vi
fossero state incongrue procedure igieniche diffuse (cfr., in sintesi, l'elenco delle cause possibili
della candidosi fatto a pag. 24 e la natura equivoca della causa infettiva allegata dall'attrice rispetto
alla molteplicità della ragioni dell'evento).
La natura della controversia giustifica la compensazione delle spese.
P.Q.M.
Il Tribunale pronunciando in via definitiva così provvede:
- respinge la domanda;
- compensa le spese.
Così deciso in Padova, il 12 ottobre 2008.
Depositata in Cancelleria il 21 gennaio 2009.